Innovazione chimica per efficienza, qualità e sostenibilità nell’industria cartaria
venerdì 9 Ottobre ore 10:00 - 12:40Sala Convegni del MIAC
La chimica rappresenta oggi uno dei principali fattori di innovazione nell’industria cartaria. Dalla qualità del prodotto all’efficienza energetica, dalla stabilità dei processi alla sostenibilità ambientale, le nuove tecnologie chimiche stanno contribuendo in modo sempre più significativo al miglioramento delle prestazioni delle cartiere e dei trasformatori.
Il Convegno MIAC Chemicals offrirà una panoramica delle più recenti innovazioni nel campo dei prodotti chimici, delle biotecnologie e delle soluzioni di controllo di processo applicate alla produzione di carta, cartone e tissue. Attraverso casi industriali, applicazioni pratiche e approfondimenti tecnici, verranno affrontati temi quali l’evoluzione del quadro regolatorio europeo, la riduzione dell’impronta carbonica, l’economia circolare, i nuovi sistemi di drenaggio e ritenzione, la gestione degli stickies, il monitoraggio avanzato dei processi, la sicurezza nel converting e l’impiego di materie prime e formulazioni a ridotto impatto ambientale.
Una sessione di elevato contenuto tecnico rivolta a responsabili di produzione, tecnologi, responsabili qualità, responsabili ricerca e sviluppo, responsabili acquisti chimici, responsabili ambiente e sostenibilità e a tutti i professionisti interessati alle più recenti innovazioni chimiche per l’industria cartaria.
Registrazione dei partecipanti
Massimo Ramunni
Apertura dei lavori
Il convegno sarà moderato da Massimo Ramunni, Vice Direttore Generale di Assocarta e Segretario di Aticelca, da anni impegnato nelle principali attività tecniche e normative dell’industria cartaria italiana ed europea.
PROFILO DEL MODERATORE
Massimo Ramunni si è laureato in Chimica Industriale presso l’Università degli Studi di Milano. Dopo un’esperienza nel settore della lavorazione dell’alluminio, dal 1998 lavora in Assocarta, l’associazione italiana dei produttori di paste per carta, carta e cartone, di cui è diventato Vice Direttore Generale nel 2008. È inoltre Segretario di Aticelca, l’associazione italiana dei tecnici cartari, e membro del Consiglio Direttivo di EUCEPA, l’associazione europea dei tecnici cartari. Fa parte anche del Comitato Tecnico Scientifico del Corso di Laurea Magistrale in Engineering of Paper and Cardboard dell’Università di Pisa. Partecipa e presiede diversi comitati e gruppi di lavoro a livello nazionale ed europeo sui temi dell’ambiente, dei cambiamenti climatici, dell’economia circolare, dei materiali a contatto con gli alimenti, della gestione forestale, della ricerca e sviluppo e della standardizzazione tecnica. È autore di pubblicazioni e linee guida dedicate all’industria cartaria.
Prof. Paolo Zaninelli
Consegna dei diplomi del 31° Corso annuale di tecnologia cartaria
Ilaria Malerba
Chimica e carta: evoluzione del quadro regolatorio europeo e impatti sulla filiera
Il quadro normativo europeo in materia di sostanze chimiche è in continua evoluzione e sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per l’intera filiera cartaria. Le nuove iniziative legislative dell’Unione Europea, strettamente collegate agli obiettivi di sostenibilità, economia circolare e sicurezza dei prodotti, stanno infatti ridefinendo requisiti, responsabilità e opportunità per tutti gli operatori del settore.
L’intervento offrirà una panoramica aggiornata delle principali novità normative e regolatorie che interessano il comparto chimico e cartario, con particolare attenzione alle evoluzioni legislative che avranno un impatto diretto sulle aziende della filiera.
Particolare attenzione sarà dedicata alle implicazioni per il settore degli ausiliari chimici per la carta, analizzando le possibili conseguenze in termini di sviluppo prodotto, conformità normativa, sostenibilità e competitività industriale. L’obiettivo è fornire una visione chiara delle sfide e delle opportunità che il nuovo contesto regolatorio europeo presenta per il settore cartario.
PROFILO DEL RELATORE
Ilaria Malerba opera nell’area tecnico-scientifica di Federchimica, dove si occupa di sicurezza dei prodotti, regolamentazione delle sostanze chimiche e igiene industriale. Da molti anni segue l’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di chimica, con particolare attenzione ai regolamenti REACH e CLP, alle strategie europee per la sostenibilità delle sostanze chimiche e agli impatti delle nuove normative sulle filiere industriali. Partecipa attivamente ai tavoli tecnici nazionali ed europei e svolge attività di supporto alle imprese associate nell’interpretazione e nell’applicazione delle normative di settore.
Philippe Schyns
Un sistema di drenaggio e ritenzione di nuova generazione riduce il consumo energetico e semplifica la gestione chimica
Tradizionalmente, i produttori di carta si sono trovati a dover bilanciare ritenzione e drenaggio da un lato e qualità e resistenza del foglio dall’altro. I programmi chimici che favoriscono la formazione di flocculi di grandi dimensioni consentono spesso un drenaggio rapido, ma non necessariamente permettono di aumentare la produttività o ridurre i consumi energetici.
SpeeDrain™ è una nuova soluzione sviluppata per generare una struttura dei flocculi più piccola e uniforme all’interno della sospensione fibrosa. Questa innovativa tecnologia chimica migliora la formazione del foglio, aumenta l’efficienza della sezione presse e contribuisce a ridurre il fabbisogno energetico complessivo.
Le applicazioni industriali su macchine per kraftliner e cartone da riciclo hanno evidenziato migliori prestazioni di ritenzione, una riduzione del carico di COD e minori consumi energetici, consentendo al contempo una semplificazione del programma di ritenzione.
La presentazione offrirà una panoramica della nuova tecnologia chimica e del suo sviluppo, analizzandone l’impatto sulla struttura del foglio e confrontandone le prestazioni con quelle dei tradizionali programmi di ritenzione e drenaggio. Verranno inoltre illustrati i benefici operativi ed economici ottenuti dai produttori di carta, supportati da casi applicativi che evidenziano i risultati tecnici conseguiti e il valore generato in termini misurabili.
PROFILO DEL RELATORE
Philippe Schyns è Senior Industry Technical Consultant presso Nalco Water, società del gruppo Ecolab, e vanta oltre 30 anni di esperienza internazionale nell’industria cartaria. Combina una solida formazione accademica, che comprende un dottorato di ricerca conseguito presso la Wageningen University e un’esperienza di ricerca presso il MIT (USA), con una vasta esperienza pratica nell’ottimizzazione dei processi, nella gestione delle acque e nei programmi per il miglioramento della resistenza della carta. Supporta clienti in tutta Europa nel miglioramento dell’efficienza delle macchine, della qualità del prodotto e della sostenibilità dei processi, con particolare attenzione allo sviluppo di soluzioni integrate che coprono l’intero processo di produzione della carta.
Silvia Giorgi
Citometria di flusso per l’analisi qualitativa del ciclo di cartiera
La citometria di flusso è una tecnica analitica avanzata per l’individuazione e il monitoraggio in tempo reale delle particelle idrofobiche lungo l’intero circuito cartario. Consente di misurare rapidamente numero, dimensione e grado di idrofobicità delle particelle senza richiedere complesse preparazioni del campione.
Nella produzione cartaria moderna ha progressivamente sostituito molti test tradizionali, consentendo un controllo proattivo degli stickies sintetici e delle peci naturali, tra le principali cause di depositi, fermi macchina e difetti qualitativi. Le particelle, marcate con una tintura fluorescente, attraversano singolarmente un canale di analisi e vengono rilevate da un sistema laser che fornisce informazioni sul numero, sulle dimensioni e sul livello di idrofobicità.
Questa tecnologia consente di identificare e isolare le particelle più critiche, in particolare quelle inferiori a 100 µm, permettendo di definire con precisione la strategia più efficace per la risoluzione dei problemi.
Un caso studio illustrerà la transizione dall’utilizzo del talco in polvere a tecnologie liquide avanzate. Grazie ad analisi approfondite e a un monitoraggio programmato, le soluzioni liquide hanno garantito un controllo più stabile delle particelle, riducendo i depositi e migliorando la pulizia del circuito, la qualità della carta e la continuità produttiva.
La citometria di flusso rappresenta quindi un importante collegamento tra attività di ricerca e sviluppo e applicazione industriale, consentendo di validare sul campo l’efficacia dei trattamenti chimici di nuova generazione.
PROFILO DEL RELATORE
Silvia Giorgi è una chimica con un background nella ricerca industriale e nella gestione di laboratori analitici. Ha maturato oltre dieci anni di esperienza nelle attività GLP (Good Laboratory Practice) e nello sviluppo di nuovi prodotti. Attualmente opera nell’area Ricerca e Sviluppo di NCR Biochemical, contribuendo alla realizzazione di soluzioni innovative per l’industria cartaria.
Linda Micheel
Nuovi approcci chimici e biotecnologici per la produzione di tissue
Evonik promuove la sostenibilità nell’industria tissue e cartaria attraverso soluzioni innovative e una stretta collaborazione con cartiere e trasformatori tissue. Il portafoglio dell’azienda comprende emulsionanti, agenti bagnanti, antischiuma, ammorbidenti, debonder e lotion sviluppati specificamente per i settori tissue, cellulosa e carta. Collaborando con i principali operatori del settore, Evonik sviluppa soluzioni sostenibili e ad alte prestazioni in grado di soddisfare sia le esigenze produttive sia i più elevati standard ambientali.
Una delle innovazioni più significative è rappresentata dalla tecnologia esterquat liquida sviluppata da Evonik, progettata per una facile applicazione sia mediante sistemi spray sia nel wet-end della macchina continua. Questa soluzione offre prestazioni paragonabili alle tradizionali tecnologie a base di imidazolinium quat, garantendo al contempo un contenuto di materie prime biobased superiore al 60% e migliori opportunità di valorizzazione ambientale del prodotto.
La presentazione introdurrà inoltre i ramnolipidi, biosurfattanti completamente biobased ottenuti mediante fermentazione di zuccheri provenienti da fonti rinnovabili. Questi prodotti innovativi supportano processi enzimatici quali il deinking, sono facilmente biodegradabili, delicati nei confronti delle fibre e degli enzimi e garantiscono un’eccellente riduzione della tensione superficiale.
Questi sviluppi dimostrano come le più avanzate soluzioni chimiche e biotecnologiche possano contribuire a una produzione tissue più sostenibile, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di prestazione e qualità del prodotto.
PROFILO DEL RELATORE
Linda Micheel è ingegnere chimico e possiede un MBA. Ha maturato sei anni di esperienza nella ricerca biotecnologica, occupandosi in particolare dello sviluppo di processi fermentativi per la produzione di biosurfattanti, seguiti da tre anni di attività nel servizio tecnico dedicato alle applicazioni delle fibre. Nel corso della sua carriera ha collaborato a stretto contatto con clienti e partner industriali per sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per l’industria della cellulosa e della carta. La sua competenza principale consiste nel trasformare i progressi scientifici in applicazioni pratiche in grado di rispondere alle reali esigenze dell’industria.
José Domingos Fernandes
Ackumen™ ECHOWISE® PRO – controllo avanzato di processo con tecnologia sonar
Ackumen™ ECHOWISE® PRO è l’innovativa tecnologia non invasiva sviluppata da Buckman per ottenere un controllo superiore dei processi industriali. La variabilità di processo rappresenta un costo significativo per gli impianti e impedisce di raggiungere le massime prestazioni operative. ECHOWISE® PRO consente di gestire attivamente tale variabilità, riducendo le inefficienze che ne derivano.
Grazie alla disponibilità di informazioni in tempo reale sul funzionamento del processo, ECHOWISE® PRO supporta gli specialisti Buckman nello sviluppo di strategie avanzate di controllo finalizzate al miglioramento delle prestazioni operative in numerose applicazioni.
Nelle cartiere, la tecnologia può contribuire ad aumentare l’efficienza della macchina continua, ottimizzare il consumo di materie prime e prodotti chimici speciali e migliorare la qualità del foglio finito. Nella produzione di cellulosa, può favorire l’aumento della capacità produttiva, la riduzione dei costi di sbianca, il contenimento del consumo di vapore nelle operazioni di recupero e la diminuzione del fabbisogno di soda caustica di reintegro.
La misurazione accurata e in tempo reale dell’aria inglobata nel processo consente di comprendere in modo approfondito il suo impatto sulle prestazioni dell’impianto. Sulla base di queste informazioni, Buckman sviluppa algoritmi di controllo dedicati in grado di ridurre la variabilità e portare il processo a livelli superiori di efficienza e stabilità operativa.
PROFILO DEL RELATORE
José Domingos Fernandes vanta 34 anni di esperienza dedicata all’industria del tissue e combina una solida competenza tecnica con una profonda conoscenza commerciale del settore. Ha lavorato per oltre 14 anni nella produzione di carta tissue, maturando una significativa esperienza operativa diretta negli impianti produttivi. Forte di questo background tecnico, negli ultimi 20 anni ha operato nel settore dei prodotti chimici speciali, affiancando i produttori di tissue nel miglioramento delle prestazioni dei prodotti, nell’ottimizzazione dell’efficienza operativa e nell’implementazione di soluzioni chimiche innovative sviluppate specificamente per le applicazioni tissue.
Andrea Azzola
Prodotto LAM PVOH sviluppato internamente da Henkel: riduzione delle emissioni di CO₂ grazie a un nuovo adesivo di laminazione
Affrontare la sostenibilità con una prospettiva innovativa lungo l’intera catena del valore richiede ai produttori di guardare oltre i tradizionali processi produttivi e adottare soluzioni in grado di ridurre l’impatto ambientale dell’intero settore, con l’obiettivo finale di diminuire l’impronta carbonica complessiva.
Grazie alla collaborazione di ricercatori e specialisti provenienti da diverse aree aziendali, Henkel ha sviluppato una soluzione capace di generare significative riduzioni dell’impronta carbonica del prodotto, con una diminuzione delle emissioni di CO₂ fino al 32%. Seguendo i principi dell’economia circolare, Henkel valorizza sottoprodotti derivanti dai propri processi produttivi, dando loro una nuova vita attraverso una nuova generazione di adesivi di laminazione per tissue e prodotti asciugatutto.
La formulazione è stata sviluppata per consentire una riduzione dell’impronta carbonica compresa tra il 30% e il 40%, aiutando i clienti a raggiungere gli obiettivi definiti dalla Science Based Targets initiative (SBTi) e più in generale i target di riduzione delle emissioni. Allo stesso tempo, offre vantaggi in termini di sostenibilità senza compromettere qualità, sicurezza e prestazioni del prodotto, garantendo risultati di eccellenza grazie all’utilizzo di materie prime chimicamente vergini dove necessario.
Henkel continua ad ampliare la propria offerta di adesivi a basse emissioni, integrandola con ulteriori miglioramenti prestazionali, tra cui una maggiore pulizia di esercizio e una migliore efficienza operativa delle macchine.
Questa nuova soluzione di laminazione introduce concretamente i principi della circolarità nella produzione tissue e rappresenta un nuovo punto di riferimento per un utilizzo più sostenibile e meno impattante dei prodotti chimici nell’industria. Si tratta di un ulteriore importante traguardo nel percorso di Henkel verso la neutralità climatica.
PROFILO DEL RELATORE
Andrea Azzola è responsabile dello sviluppo prodotto per gli adesivi a base acqua, con una particolare specializzazione nelle applicazioni per tissue e prodotti asciugatutto. Vanta una consolidata esperienza nello sviluppo e nell’industrializzazione di soluzioni innovative e sostenibili destinate, tra gli altri, ai settori della trasformazione del tissue e dell’etichettatura. All’interno di Henkel coordina iniziative trasversali volte a ottimizzare le prestazioni dei prodotti, l’efficienza operativa e le strategie relative alle materie prime, contribuendo allo sviluppo della nuova generazione di prodotti tissue e di altre applicazioni avanzate nel campo degli adesivi.
Thomas Brandenburger
Soluzioni di lubrificazione a base acqua per un converting tissue più sicuro
La sezione di converting di uno stabilimento tissue rappresenta un ambiente operativo particolarmente critico dal punto di vista della sicurezza, poiché elevate velocità di produzione e processi caratterizzati da forti fenomeni di attrito si combinano con la presenza di grandi quantità di polvere di carta combustibile. Quando vengono utilizzati lubrificanti e ausiliari di processo a base di oli minerali, questo rischio intrinseco aumenta in modo significativo. L’infiammabilità di tali prodotti, la formazione di aerosol e la tendenza ad accumularsi insieme alla polvere di carta incrementano il carico d’incendio complessivo, rendendo potenzialmente critiche anche fonti di innesco di lieve entità.
Allo stesso tempo, la dipendenza da prodotti a base di oli minerali sta diventando sempre più problematica a causa delle pressioni normative, delle crescenti esigenze di sostenibilità, delle incertezze geopolitiche e della volatilità delle catene di approvvigionamento basate su materie prime fossili, con conseguenti preoccupazioni sulla disponibilità e sulla stabilità dei costi nel lungo periodo.
In questo contesto, le formulazioni per goffratura e i sistemi di lubrificazione delle troncatrici a base acqua rappresentano un’alternativa affidabile e orientata al futuro. Eliminando i componenti oleosi infiammabili, queste soluzioni riducono la contaminazione, migliorano la stabilità del processo e diminuiscono significativamente il rischio di incendio, garantendo al tempo stesso prestazioni affidabili e una qualità costante del prodotto.
La loro adozione contribuisce inoltre al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità grazie alla riduzione delle emissioni di VOC e alla minore dipendenza da materie prime di origine fossile. Nel complesso, le tecnologie chimiche a base acqua per il converting rappresentano una strategia efficace per migliorare la sicurezza, l’affidabilità operativa e la resilienza a lungo termine delle attività di trasformazione del tissue.
PROFILO DEL RELATORE
Thomas Brandenburger è uno specialista nel settore dei prodotti chimici per l’industria cartaria e vanta quasi 30 anni di esperienza nel comparto. Ha studiato Ingegneria Chimica ed è entrato in Petrofer nel 1996, iniziando la propria carriera all’interno del laboratorio aziendale. Spinto da una forte curiosità e da un marcato orientamento al cliente, è passato rapidamente dalle attività di ricerca e sviluppo a ruoli a diretto contatto con il mercato. Dal 2005 opera nell’ambito delle vendite tecniche e poco dopo ha assunto il ruolo di Team Leader Technical Sales. Nella sua attuale posizione combina una solida competenza tecnica con una profonda conoscenza applicativa, supportando i clienti nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni chimiche innovative per l’industria cartaria.





